Ulima tra i paesi europei, penultima nella classifica mondiale, la Francia non sa più fare i conti. Il Ministro dell’Istruzione agisce d’urgenza con la riforma del baccalauréat. Tra le cause: insegnanti insicuri, ore di lezione limitate e questioni di genere.
Il Ministro dell’Istruzione francese Édouard Geffray è stato chiaro: «gli studenti che consegneranno testi mal scritti non supereranno l’esame», perché qualsiasi elaborato privo di un livello sufficiente di ortografia, sintassi e grammatica sarà penalizzato. Chi si presenta al baccalauréat 2026 — la maturità francese — dovrà dunque produrre testi corretti in tutte le prove scritte, non solo in francese.
La riforma del ministro riguarda anche la matematica, materia facoltativa dopo il primo anno di lycée. Per tutti gli studenti, compresi quelli delle scuole professionali e tecnologiche, è prevista una prova scritta di due ore, senza calcolatrice, divisa in due sezioni: la prima di dodici domande a risposta multipla sugli automatismi di calcolo, la seconda dedicata al ragionamento. Il voto, in ventesimi, comparirà su Parcoursup, la piattaforma nazionale di accesso all’università.
Studenti e matematica in numeri
Valutare le competenze matematiche di tutti gli studenti è diventato necessario perché il livello di preparazione in questa disciplina è sceso a livelli inaccettabili. Secondo TIMSS 2023 — l’indagine che monitora la preparazione matematica e scientifica nelle scuole — gli alunni francesi di quarta elementare (CM1) hanno ottenuto 484 punti contro una media europea di 524; al quarto anno del college (la scuola media francese che dura cinque anni), il punteggio scende a 479. Poco cambia a livello internazionale, dove, secondo il sondaggio OCSE, la Francia si posiziona al penultimo posto davanti al Cile. Il dato peggiore riguarda il livello minimo di competenza (400 punti): in Francia non lo raggiunge il 15% degli alunni di quarta elementare contro una media europea del 7% e il 17% degli studenti del quarto anno del collége.
Riforme sbagliate
Questi risultati sono il frutto delle riforme scolastiche del 1993 e del 2019, che hanno confinato la matematica tra le materie facoltative.
La prima, voluta dell’allora Ministro dell’Istruzione François Bayrou, ha ridotto drasticamente le ore di matematica dei lycée e abolito gli indirizzi specialistici C1, a vocazione scientifica, e A1, che univa letteratura e matematica. La seconda, firmata da Jean-Michel Blanquer, ha eliminato la matematica dal tronc commun dei lycée, sostituendola con due ore settimanali di insegnamento scientifico trasversale.
La materia è diventata così opzionale: secondo l’APMEP — l’Association des Professeurs de Mathématiques de l’Enseignement Public de la maternelle à l’université — il 33% degli studenti la abbandona del tutto alla fine del secondo anno di lycée; solo il 37%, che sceglie la specializzazione con 6 ore a settimana, continua a studiarla.
fonte Le Monde
Chi segue corsi di matematica trova spesso docenti poco preparati e poco motivati. Sempre secondo il sondaggio TIMSS 2023 il 26% degli insegnanti francesi della scuola elementare dichiara di non aver seguito alcun corso di aggiornamento in matematica negli ultimi due anni — erano il 15% nel 2019 — e di sentirsi inadeguato nell’insegnare discipline scientifiche.
Un danno per il Paese
Docenti poco preparati e insicuri alimentano il disinteresse verso una materia percepita come complicata, noiosa e inutile. Le conseguenze si riflettono però nella vita quotidiana: metà dei francesi ha difficoltà a calcolare le percentuali, non comprende i concetti base di economia e finanza e non sa eseguire calcoli elementari, rendendo difficile gestire situazioni comuni come sottoscrivere un prestito, scegliere come investire i propri risparmi o valutare un nuovo fornitore di elettricità.
Anche il mondo imprenditoriale lamenta il calo delle competenze matematiche: in Francia i laureati in ingegneria coprono solo il 70% del fabbisogno del mercato del lavoro. Secondo il Medef — la principale organizzazione dei datori di lavoro francesi — senza una riforma del sistema educativo l’economia ne risentirà e il Paese non sarà in grado di affrontare la competizione internazionale.
Donne e STEM: una sfida mancata
Tra chi abbandona lo studio della matematica ci sono soprattutto le ragazze: il sistema scolastico francese sembra incapace di avvicinarle alla materia, alimentando piuttosto il pregiudizio di una mancata predisposizione femminile per le scienze.
Fino ai sei anni interesse e competenze tra bambini e bambine sono identici: è con l’inizio del percorso scolastico che le ragazze cominciano ad allontanarsi dalla materia.
fonte Le Monde
Il rapporto della Delegazione del Senato per i diritti delle donne individua la causa in stereotipi di genere presenti già in famiglia, dove i bambini sono incoraggiati a parlare e a competere, mentre le bambine a essere obbedienti e premurose. La scuola — il cui corpo insegnante è per l’85% composto da donne laureate in discipline umanistiche — finisce per alimenta inconsapevole lo stesso pregiudizio.
Le differenze si fanno evidenti al momento della scelta della specializzazione del lycée: le ragazze si orientano soprattutto verso le scienze economiche e sociali (37,1%) i ragazzi verso la matematica (58,8%). Da quando la riforma del 2019 che ne ha fatto un materia opzionale solo il 39% delle ragazze la inserisce nel piano di studi.
fonte Le Parisien
La scelta è condizionata anche dal clima in aula: le studentesse di matematica — cinque per classe — denunciano un ambiente ostile, dove i compagni rifiutano il loro aiuto e rivendicano ruoli tradizionali, uomini lavoratori e donne a casa.
All’università la situazione non cambia: le donne sono il 33% degli iscritti alla facoltà di matematica, partecipano meno per paura di sbagliare e si considerano «fortunate a essere state ammesse».
Il costo collettivo di questa esclusione è enorme: le donne costituiscono solo il 25% degli iscritti alle facoltà scientifiche, il 16% al Politecnico e una su due abbandona il settore entro dieci anni dalla laurea, mentre la Francia avrebbe bisogno di almeno 20.000 ingegneri e 60.000 tecnici all’anno.
Come convincere 30.000 ragazze
In Francia le iniziative per rilanciare la cultura matematica tra le ragazze non mancano.
A marzo 2025 l’Institut national des sciences mathématiques et de leurs interactions (Insmi) ha convinto oltre 33.000 persone a elaborare proposte concrete. Tra le iniziative presentate al Senato: rendere più visibili le donne che hanno avuto successo in campo matematico, formare gli insegnanti sulle discriminazioni legate alla materia e far conoscere a famiglie e ragazzi i percorsi scientifici con libri e giochi.
Il progetto «Ragazze e Matematica», che punta a convincere 30.000 ragazze a intraprendere una carriera scientifica entro il 2030, ha promosso insieme ad accademie, università e lycée incontri tra studentesse scienziate, ricercatrici e donne ingegneri. All’Accademia di Normandia due dottorande dell’Accademia vincitrici del premio Johnson & Johnson 2025 “La scienza è la nostra occasione” hanno condiviso la loro esperienza con ragazze delle scuole superiori. Ad agosto 2025 al lycée Joseph-Saverne di l’Isle-Jourdain, nel Gres, in Occitania, le studentesse che hanno inserito matematica, fisica e chimica nel loro piano di studi hanno incontrato gli ingegneri Laetitia Ruzzene (Airbus), Solène Nouvet (Ascendance Flight Technologies) e Nathalie Canis-Moal (Aumovio).
fonte Le Parisien
Ci sono poi borse di studio in matematica dedicate alle ragazze, come quelle dell’università di Angers, nei Pays de la Loire — 25.000 euro per 25 studentesse — e forum nazionali come il Mattu di Mat’ — Pazzo di matematica — che nel 2026 a Porto Vecchio ha riunito oltre 1.700 liceali, ragazze comprese.
Tra le esperienze più originali quella di Antoine Carrier, insegnante del college di Blanquefort, Gironda, che ha unito rap e matematica in video che su TikTok hanno superato 3,4 milioni di visualizzazioni. Segnale che anche tra le nuove generazioni, le ragazze e i professori interesse e passione per la matematica esistono ancora.

