Nati come terapia per il diabete, i farmaci GLP-1 stanno diventando una risorsa chiave contro l’obesità. In Francia dal 15 giugno saranno rimborsati, rendendo il trattamento accessibile a circa un milione di pazienti.
Nati per curare il diabete di tipo 2, i farmaci della famiglia dei GLP-1 imitano l’ormone che regola la secrezione di insulina e il senso di sazietà. Risultato: meno fame, meno calorie assunte, meno peso. Si assumono una volta la settimana con un’iniezione, ma ne esiste anche una versione in compresse. In Francia possono essere prescritti a chi soffre di obesità da ottobre 2024: costo a carico del paziente 300 euro al mese. Il 28 maggio 2026 il Governo ha compiuto un passo decisivo: dal 15 giugno i soggetti idonei avranno diritto a un rimborso del 65% (100% in caso di patologia grave e severa); circa 1 milione di persone, costo stimato a carico dello Stato 100 milioni di euro l’anno. Per il professor Jean-Michel Oppert, nutrizionista dell’ospedale Pitié-Salpêtrière di Parigi, è un’ottima notizia: la cura diventerà accessibile anche a chi finora non poteva permettersela.
Un miliardo di persone di malate
La decisione arriva dopo l’autorizzazione dell’OMS all’utilizzo di Wegovy e Mounjaro, definiti «uno strumento clinico potente che dà speranza a milioni di persone» affette da obesità, patologia che deve essere contrastata con qualsiasi strumento terapeutico disponibile.
La determinazione nell’affrontare il problema è legata ai numeri.
Secondo uno studio pubblicato nel 2024 su The Lancet, a cui hanno collaborato 1.900 ricercatori di 200 paesi, nel 2022 oltre 1 miliardo di persone erano affette da obesità: 879 milioni di adulti e 159 milioni di bambini, contro 195 milioni di adulti e 31 milioni di bambini nel 1990. Le patologie collegate — ipertensione, cardiopatie, tumori — causano 3,7 milioni di morti l’anno e rappresentano la quinta causa di morte nel mondo, più di malaria, tubercolosi e AIDS insieme. Secondo il Global Burden of Disease — il programma di ricerca epidemiologica dall’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) —, senza interventi efficaci entro il 2050 il 60% degli adulti e il 33% dei bambini sarà obeso o in sovrappeso. Negli Stati Uniti il fenomeno riguarda già metà della popolazione; a Tonga colpisce il 70% delle donne e potrebbe salire all’87%; in Cina potrebbe interessare il 66% della popolazione. In Francia in dieci anni i casi sono raddoppiati: 10 milioni di persone obese, il 20% dei bambini e 140.000 morti l’anno.
A chi servono davvero questi farmaci?
L’obesità è riconosciuta come patologia cronica dal 1997 ed è definita dall’indice di massa corporea (BMI): è grave a 35 BMI, severa a 40 BMI. In Francia il rimborso è riservato a chi supera queste soglie: obesità grave associata a patologie, obesità severa anche in assenza di comorbidità. In questi casi farmaci come Ozempic, Wegovy e Mounjaro danno ottimi risultati: la perdita di peso è tra il 15-21%, ma solo se affiancati a una dieta ipocalorica, ad attività fisica, a un percorso psicologico e a un cambiamento di stile di vita. Chi si limita alla terapia e la interrompe riprende i chili persi quattro volte più velocemente rispetto a chi sospende una dieta con attività fisica: 10 chili in un anno, ritorno al peso iniziale entro 18 mesi.
Ci sono anche effetti collaterali: nausea, vomito, diarrea e stitichezza colpiscono il 10% dei pazienti che spesso decidono di interrompere le cure; più rari ma più gravi pancreatite acuta, calcolosi biliare, gastroparesi. Tra agosto 2023 e gennaio 2025 l’Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé (ANSM) ha registrato 376 reazioni avverse gravi, di cui 140 legate al trattamento dell’obesità e 19 decessi: numeri marginali rispetto agli 870.000 trattati. Il rapporto rischi-benefici, conferma l’ANSM resta positivo, ma solo sotto stretto controllo medico. In persone non affette da diabete di tipo 2, obesità o sovrappeso l’uso improprio diventa pericoloso.
Magri a ogni costo
Questo tipo di utilizzo, osserva Jean-Luc Faillie, direttore del centro di farmacovigilanza di Montpellier, nasce «dall’ossessione sociale per la magrezza, dalla ricerca di soluzioni semplici, rapide ed efficaci e dall’enorme pubblicità veicolata dai social network».
Nel 2023 i primi 100 video TikTok con hashtag #ozempic totalizzavano quasi 70 milioni di visualizzazioni: i profili in cui era associato quelli di influencer, star e personaggi pubblici — da Kim Kardashian a Elon Musk, da Robbie Williams a Oprah Winfrey — che dichiaravano apertamente di farne uso. Su Telegram centinaia di account vendono pseudo Ozempic o Wegovy a domicilio: 300-400 euro a dose, trattamento consigliato di 16 settimane, consegna in Francia entro due giorni. Ancora più numerosi i video che promuovono la magrezza estrema contrassegnati dal hashtag #SkinnyTok.
A giugno 2025, su richiesta del Governo, l’hashtag #SkinnyTok è stato rimosso da quasi tutte le piattaforme social ma è stato sostituito dalle varianti #sk1nnytok» o #pertedepoids che rimandano agli stessi contenuti: 910.000 video che totalizzano 12 miliardi di visualizzazioni e promuovono terapie dai risultati sorprendenti.
I medici sono altrettanto severi: l’uso improprio di prodotti acquistati on-line espone a rischi concreti. Anche la terapia sotto controllo medico può essere deludente. Lo dimostra il caso di Sandra, intervistata da Libération : 30 chili accumulati in cinque anni, 7 chili persi in 8 mesi, sintomi difficili da sostenere, poi l’interruzione della terapia e il ritorno a un percorso diverso che tiene conto anche della componente psicologica.
Con il trattamento Wegovy Marie ha perso 25 chili in pochi mesi, ma il suo corpo non ha retto e ha deciso di smettere.
Altre buone notizie
Al netto degli insuccessi i dati dell’OMS confermano la svolta terapeutica: associare i farmaci GLP-1 a un cambiamento di stile di vita può portare a una perdita di peso del 16%.
L’interesse scientifico va oltre il dimagrimento.
Lo studio Flow su Ozempic ha mostrato benefici nella cura di patologie renali — 24% dei casi — da convincere la Food and Drug Administration americana ad approvarlo anche per questa indicazione.
Autorizzato dalla FDA anche l’uso di Wegovy per la MASH, una forma grave di steatosi epatica: i test clinici hanno rilevato una regressione della malattia nel 63% dei pazienti trattati, contro il 34% del gruppo placebo.
Le ipotesi più promettenti riguardano dipendenze e tumori. Uno studio pubblicato nel marzo 2026 sul British Medical Journal, condotto su 600.000 veterani statunitensi diabetici, ha associato gli analoghi del GLP-1 a una riduzione del rischio di dipendenza da alcol (-18%), cocaina (-20%) e oppiacei (-25%).
In oncologia, i dati preliminari presentati da ASCO — American Society of Clinical Oncology — su 10.000 pazienti trattati con GLP-1 hanno segnalato una riduzione della progressione metastatica in tumori al seno, al polmone, al colon e al fegato. I risultati degli studi clinici potrebbero darne conferma.
Per ora, il dato più solido è la validità dei GLP-1 nel trattamento dell’obesità, ma la buona notizia è che ci sono ipotesi terapeutiche nuove, che il rigore scientifico, gli studi e il tempo potrebbero confermare.

