È il personaggio dell’anno, il favorito per le elezioni 2027, il politico con cui i francesi trascorrerebbero volentieri una vacanza. Ma fuori e dentro il partito qualche dubbio c’è.
Classe ’95, figlio di genitori separati, Jordan Bardella è cresciuto tra la popolare Saint-Denis e la più ricca Montmorency. Dall’età di 17 anni si occupa di politica e a ragione: poco più che trentenne è a capo di Rassemblement National, il partito che ha ottenuto il 29,25% delle preferenze al primo turno delle legislative del 2024, il primo in Francia, quello della famiglia Le Pen.
Una carriera a 5 stelle
La sua avventura politica inizia nel 2012, quando si iscrive al partito, allora Front National, mentre frequenta ancora il liceo. La sua carriera è fulminea: a diciannove anni diventa segretario dipartimentale del partito, a vent’anni ottiene il suo primo mandato come consigliere regionale dell’Île-de-France e a ventiquattro viene eletto al Parlamento Europeo. Nel 2021, quando Marine Le Pen si candida alle presidenziali, è temporaneamente a giuda del partito. Dal 5 novembre del 2022 la carica gli spetta di diritto: sconfitto Louis Aliot con all’84,84% delle preferenze, Jordan Bardella diventa presidente di Rassemblement National. Ha da poco compiuto 27 anni.
Il francese dei francesi
Jordan Bardella è una figura che si inserisce perfettamente nel percorso di dediabolisation voluto da Marine Lepen.
È cresciuto con la madre, nel complesso popolare di Gabriel-Péri, a Saint-Denis, in una Francia che definisce malsana e pericolosa, a poche centinaia di metri dal nascondiglio dei terroristi del 13 novembre 2015. Racconta di essere stato l’unico ragazzo del partito a vivere in un sobborgo operaio, dove i regolamenti tra bande erano all’ordine del giorno. La narrazione della sua infanzia è quella dei tanti francesi, che lo Stato ha lasciato indietro. I fatti raccontano anche di weekend trascorsi negli esclusivi quartieri della Val d’Oise, dove risiedeva il padre, imprenditore nel settore della distribuzione di bevande; di un percorso da ottimo studente, negli istituti privati Saint-Vincent-de-Paul e Jean-Baptiste-de-La Salle; di un viaggio a Miami per il conseguimento del diploma.
Non aver concluso gli studi, non appartenere alla famiglia Lepen ed essere giovane lo rendono credibile.
Jordan Bardella si presenta come un cittadino qualunque, l’esatto contrario di Emanuel Macron: proviene da uno dei sobborghi meno accoglienti di Parigi, ha preferito l’esperienza alla carriera scolastica ed è un estraneo per l’élite politica.
È alla guida del partito di Marine Le Pen, ma non ne porta il cognome e questo lo libera da un enorme fardello.
La star dei social
La sua giovane età è la chiave per intercettare la parte più ostica dell’elettorato: i suoi coetanei. Per farlo, sfrutta al meglio i canali comunicativi tanto cari alla sua mentore: i social.
Jordan Bardella, durante un incontro di RN a Beaucaire – fonte Le Monde
I giovani che coinvolge non conoscono vita politica, non seguono i dibattiti elettorali, né si informano sui candidati da votare. Passano le giornate su Instagram e TikTok, dove il suo messaggio arriva perfetto. Jordan Bardella è un ragazzo normale, che va alle feste e si diverte. Ha il volto pulito, è educato ed è simpatico. “Ce l’ha pure fatta”, senza bisogno di un titolo di studio o di raccomandazioni. Non solo: promette di farsi carico di chi cerca un riscatto sociale ed economico, di chi vuole essere considerato per ciò che è e riesce a fare, di chi chiede una possibilità, pur essendo lontano dalle grandi città e dalle loro élite. Riprende le istanze tanto care alla sinistra e fa molto di più: convince tutti che il percorso per emanciparsi esista e non sia nemmeno così complicato. Il punto di forza di Bardella diventano le réseaux sociaux, dove può contare su profili social con 2 milioni d’iscritti, video virali con oltre 1 milioni di visualizzazioni e migliaia di condivisioni. Sono la miglior pubblicità per i suoi eventi, a cui partecipano soprattutto i più giovani, anche quelli che non potranno votare per limiti di età.
Ha raggiunto un tifo da stadio: per rendersene conto basta andare a una delle tante presentazioni del suo ultimo libro, dove c’è chi aspetta ore per una copia autografata e lo scatto dell’anno.
Cosa manca e perché
Non ha ancora convinto tutti però e non solo gli oppositori.
Sulle questioni più urgenti del paese, come la lotta all’evasione fiscale, la tassazione dei grandi patrimoni e l’aumento dei salari minimi, Bardella risponde in modo vago, spesso in contraddizione con le richieste del suo stesso elettorato. Soluzioni precise e soprattutto nuove non se ne trovano. La contro proposta all’ultima legge di bilancio, per esempio, è stata ancora una volta il taglio degli aiuti agli immigrati: 11,9 miliardi di euro recuperabili con l’espulsione degli stranieri disoccupati da più di 12 mesi, l’abolizione delle indennità familiari agli extracomunitari, l’eliminazione degli alloggi dedicati, proposte che il Consiglio Costituzionale ha dichiarato illegittime e somme che i conti pubblici smentiscono.
Jordan Bardella al Parlamento Europeo – fonte euro.news
Questa approssimazione fa il gioco degli avversari, ma non lascia indifferente né il partito, né la classe imprenditoriale.
La vecchia guardia di RN avrebbe preferito metterlo alla prova, ma proposte come quella di Sébastien Chenu, che voleva candidare Bardella all’elezione comunali di Marsiglia, non hanno avuto seguito. Se Marine Le Pen sarà esclusa dalle presidenziali, sarà lui ad affrontare la lunga e complessa campagna elettorale del 2027. Esponenti politici, come Bruno Retailleau, leader di LR e da pochi giorni candidato alla presidenza, non hanno dubbi: un giovane, che non abbia mai gestito né un territorio, né un’azienda, non riuscirà a governare un’intera nazione. Bardella non ha infatti mai ricoperto alcuna carica regionale, né è mai stato deputato. Le sue esperienze lavorative si limitano a una collaborazione nell’azienda del padre per un’estate e a un tirocinio presso una stazione di polizia di Saint-Denis, durante gli anni del liceo.
Una élite ancora da convincere
Anche la classe imprenditoriale non si è completamente schierata. Da sempre, e per ovvi motivi, i big dell’economia francese intrattengono ottime relazioni con le figure di spicco del panorama politico, Bardella compreso. Ma l’affermazione del leader di RN, trasmessa durante un’intervista su BRMTV a metà novembre, secondo cui i portafogli azionari non siano asset produttivi, non è stata apprezzata. L’opinione è che il giovane potrebbe far meglio di chi per ora non ha concluso nulla, ma non va oltre. Bardella rimane in ogni caso il preferito tra le classi più ricche, superando Marine Le Pen di 11 punti.
I numeri non hanno dubbi
Il dibattito sulla sua credibilità potrebbe essersi già concluso. Secondo Ipsos-BVA e Cesi l’elettorato francese avrebbe già fatto la sua scelta: politico dell’anno con il 36% delle preferenze, davanti a Nicolas Sarkozy (23%), Emmanuel Macron (20%) e Marine Le Pen (19%), Jordan Bardella è il favorito alle prossime presidenziali, con una percentuale pressoché identica (35-36%). Secondo un’indagine di Odoxa-Mascaret, se le elezioni si fossero svolte a fine 2025, Bardella avrebbe ottenuto il 74% delle preferenze contro il leader della France Insoumise Mélenchon e il 56% contro il macronista Attal. E c’è di più: secondo un sondaggio di Odoxa-Backbone Consulting, commissionato da Le Figaro, il 69% dei sostenitori di RN vorrebbe Jordan Bardella e non Marine Le Pen a giuda del Paese. Quando accade che l’allievo superi il maestro.
Jordan Bardella e Marine Lepen – fonte Ticinolive

