Un maggio rovente che non sarà un’eccezione

Un’ondata di calore di proporzioni storiche: temperature di 10-15 gradi sopra la media stagionale, nessuna tregua, tutto il paese coinvolto. In sei giorni, dal 23 al 29 maggio, la Francia ha battuto oltre 1.000 record mensili in centinaia di stazioni meteorologiche. Per Météo-France non si tratta di un’estate anticipata, ma di un evento mai registrato prima.

Francia in rosso

I numeri parlano chiaro.

Secondo la piattaforma DataClimat, il 25 maggio la temperatura media nazionale ha raggiunto 24,6 °C, sette gradi e mezzo sopra la media del periodo 1991–2020. Il giorno dopo è salita a 24,9 °C, il martedì più caldo mai registrato a maggio, con il record del 28 maggio 2017 (22,9 °C) superato anche nei due giorni successivi.

Tre i comuni che hanno superato la soglia dei 37 °C, primato che spettava a Sollacaro (Corsica): Angoulême-La Couronne con 37,8 °C, Narbona con 37,6 °C, Perpignan con 37,4 °C.

Anche la costa oceanica del paese ha vissuto situazioni inedite. Nantes ha toccato i 35,7 °C cancellando il record di maggio del 2017 (32,8 °C); Brest ha registrato quattro giorni consecutivi sopra i 30 °C, sequenza verificatasi solo nell’agosto 1955 e nel giugno 1976.

Il 25 maggio il Jardin des Plantes di Nantes ha dato eccezionalmente accesso ai suoi prati – fonte Le Monde

A Parigi i 32 °C sono stati superati per otto giorni di fila: era già accaduto nel 1947, nel 1976 e nel 2003, ma tra giugno e agosto, mai a maggio.

Anche Météo-France ha stabilito un primato negativo: dodici dipartimenti in allerta arancione — rischio per la salute — per il mese di maggio.

Un UFO climatico

Alla base dell’evento c’è una heat dome, una cupola di calore, meccanismo che si verifica quando un sistema di alta pressione rimane bloccato per giorni sopra una regione. L’aria calda — in questo caso proveniente dal Maghreb e dalla Spagna — tenta di salire, viene respinta verso il basso dalla cresta anticiclonica e si scalda ulteriormente come in una pentola a pressione con il coperchio serrato.

Ciò che rende l’episodio eccezionale è la combinazione di quattro fattori: temperature anomale rispetto alla media del periodo, estensione geografica, durata e notti tropicali. Sono queste ultime la vera anomalia: a Cap Béar (Pirenei Orientali) sono stati registrati 26,2 °C, contro il precedente record di 23,4 °C del maggio 2001; a Dinard (Ille-et-Vilaine) 22,1 °C, temperatura superata in passato solo nella notte del 5 agosto 2003.

Christophe Cassou, direttore del CNRS presso l’École Normale Supérieure, lo definisce un UFO climatico: un evento fuori statistica, con probabilità del 1, impossibile nell’era preindustriale. La causa principale: il riscaldamento globale che ha prodotto un anticiclone fuori stagione e ha amplificato le temperature dei picchi. Eventi del genere saranno “sempre più frequenti, sempre più precoci e sempre più intensi” e precederanno fenomeni temporaleschi altrettanto violenti.

Nessuno escluso

Questa ondata di calore non ha solo un valore statistico.

Il 26 maggio sette decessi sono stati direttamente o indirettamente attribuiti alle temperature elevate: tra questi un operaio edile di 19 anni di Die (Drôme) sentitosi male mentre lavorava su un tetto. Nella stessa settimana un uomo di 53 anni e una donna di 28 anni sono morti durante due gare sportive a Parigi e a Lione. Al Roland-Garros i soccorritori sono intervenuti 28 volte il 26 maggio e 116 volte nei primi 5 giorni del torneo.

Operaio sui tetti di Nantes – fonte Libération

Nelle scuole la situazione è stata critica. Secondo un sondaggio di SNES-FSU — il sindacato degli istituti secondari — condotto su 623 istituti tra il 26 e il 28 maggio, il 77,6% ha registrato più di 30 °C, il 20% più di 33 °C.  A Soustons (Landes) la scuola elementare Isle-Verte ha sospeso le lezioni pomeridiane per due giorni dopo che la temperatura sotto il tetto di vetro aveva raggiunto i 53 °C. In un istituto alberghiero di Parigi gli studenti che stavano sostenendo le prove scritte del baccalauréat si sono dovuti trasferire ai piani inferiori perché i termometri delle aule segnavano 38 °C già alle 11 di mattina.

Il tetto in vetro della scuola Isle-Verte a Soustons, nelle Landes, dove sono stati raggiunti i 53°C – AFP – fonte TV5Monde

Sul fronte dei trasporti SNCF ha preferito cancellare le partenze dei treni Intercités del 28 e del 29 maggio per timore di guasti tecnici. Nella notte del 26 maggio due TGV Parigi-Nizza si erano fermati nelle campagne a nord di Lione per 7 ore. Stessa sorte per due convogli di Trenitalia (tratte Lione-Parigi e Milano-Parigi) bloccati nella notte tra il 29 e il 30 maggio per 10 ore. Tutti sono rimasti senza elettricità, ventilazione e acqua.

A livello economico si parla di miliardi di euro di danni. Il caldo ha già ridotto la produzione di latte del 15–20 %, pari a 1–2 litri per capo al giorno. La resa di orzo e grano invece potrebbe essere inferiore del 4% per ogni picco di calore.

Uno studio di Allianz Trade pubblicato il 28 maggio stima che queste ondate di calore potrebbero costare alla Francia fino a 206 miliardi di euro in 5 anni, perché tra i 30 °C e 35 °C ogni grado aggiuntivo riduce la produzione oraria del 3%.

Governo sotto accusa

La gestione di questa settimana di caldo anomalo è stata programmata al meglio secondo l’esecutivo. Il 24 maggio è stato inviato ai prefetti un telegramma perché valutassero i rischi di eventi aperti al pubblico; il 28 maggio predisposto un piano per la gestione di scuole, ospedali e case di riposo. La linea è quella della corresponsabilità: lo Stato sarà “di supporto”, mentre operatori e autorità locali saranno “in prima linea”. Sul piano sanitario indicazioni di base: bere acqua, chiudere le persiane, prestare attenzione alle persone fragili.

Cartellone nel centro di Lyon – fonte La Croix

L’opposizione ha giudicato queste raccomandazioni insufficienti e paternalistiche. Secondo la leader ecologista Marine Tondelier le misure sono tardive e prive di indicazioni chiare. Al governo viene contestata l’inazione perché sei anni dopo la Convention Citoyenne pour le Climat è stato applicato solo il 10% delle 149 misure raccomandate: molte, come la creazione di zone a zero emissione o lo stop all’urbanizzazione dei suoli rurali, sono state attenuate o cancellate.

Soluzioni semplici(stiche)

Le soluzioni messe in atto sono di tamponamento.

Sul fronte lavorativo le risposte sono di tipo organizzativo: turni anticipati, pause più frequenti, rimodulazione delle attività pesanti nelle ore meno calde e disponibilità di almeno 3 litri d’acqua al giorno per persona.

Nelle scuole si sperimentano soluzioni a basso costo e replicabili, come quelle realizzate dal programma Oasis che ha trasformato 208 cortili con alberi, orti, trucioli di legno, sabbia e nebulizzatori, abbassando le temperature anche nelle aule adiacenti o quelle del progetto Racine che ha migliorato le condizioni di 15 istituti con tende, pannelli esterni e lucernari protetti da sistemi antintrusione tenuti aperti la notte.

Il cortile della scuola elementare Charles-Hermite, nel 18° arrondissement di Parigi, realizzato grazie al progetto Oasis – fonte Libération

Sul fronte urbano si punta a una vegetazione più resistente e meno idrovora: alla scuola di orticoltura Du Breuil di Parigi si studiano giardini pluviali, sistemi di recupero dell’acqua piovana e specie perenni che non richiedono irrigazione. Sempre a Parigi tra le misure di sollievo immediato l’apertura di spazi di balneazione controllati, per esempio nel Canal Saint-Martin, e l’installazione di sistemi di nebulizzazione sulle 1.300 fontane potabili della città. Interventi che aiutano a contenere gli effetti del caldo estremo, ma che restano misure di emergenza, senza incidere sulle cause strutturali del cambiamento climatico.

La balneazione nel Canale Saint Martin è vietata a causa di forti correnti, fondale poco profondo, presenza di detriti e mancato controllo della qualità delle acque.

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