SNCF: scandalo per il lancio della nuova offerta Optimum Plus dei TGV Inoui che esclude i bambini

Ha sostituito la Business Prèmiere di SNCF sulla tratta Parigi-Lione. Un errore di marketing ha creato un caos mediatico che ha costretto la dirigenza della compagnia ferroviaria dei TGV Inoui a giustificarsi.

Dall’8 gennaio la Business Prèmiere della compagnia ferroviaria SNCF è stata sostituita dalla Optimum Plus. Come indica il sito, la nuova offerta garantisce il massimo livello di comfort e di servizi a bordo di TGV INOUI sulla linea Parigi–Lione, grazie a spazi esclusivi, dove attendere prima della partenza, 3 diversi menu, ispirati alla gastronomia francese, assistenti dedicati e più di 500 contenuti, tra film, documentari, serie. È valido da lunedì a venerdì, al costo di 180 euro, 108 euro per i possessori della Carte Libertè.

A creare scalpore non sono stati i 20 euro di aumento per servizi di fatto già disponibili, ma una precisazione: per permettere “il massimo comfort a bordo dello spazio dedicato, non sono accettati bambini. Il messaggio è stato sostituito da una seconda versione, dove si indica che lo spazio è “accessibile dall’età di 12 anni”. I più piccoli, precisa ora il sito, sono ovviamente i benvenuti sul resto del treno.

Il maledetto rischio d’immagine

La reazione al comunicato originale ha obbligato SNCF a riconoscere nella promozione della nuova offerta una goffaggine di marketing.

Jean Castex, CEO della compagnia, chiamato a rispondere alle critiche, si è detto sbalordito per il clamore mediatico generatosi da un errore di comunicazione per un servizio per soli adulti, che di fatto SNFC offre già dal 2017.

La questione sarebbe solo formale, non di contenuto. Optimum Plus è disponibile solo in settimana, sulla tratta Parigi-Lione, i cui passeggeri sono per il 40% professionisti. Si limita a 39 posti, su treni che ne ospitano tra i 500 e i 1.000: non oltre l’8% dei totali disponibili, 1.400 passeggeri al massimo in una settimana; il nulla, dice Jean Castex, sottolineando che a quell’ora, la maggior parte dei bambini, si trova già a scuola.

SNCF, al contrario, è da sempre attenta alle esigenze dei più piccoli e dei loro genitori. Sui suoi treni a lunga percorrenza esistono spazi dedicati per le famiglie e aree nursery. Da anni propone offerte ad hoc, come la Carte Famille Nombreuse, per chi ha 3 o più figli, e la Carte Avantage Adulte, con sconto del 60% per un massimo di 3 bambini accompagnati, tra i 4 e gli 11 anni. I numeri dei 2025 sono dalla sua parte: con oltre 8,4 milioni di passeggeri sotto i 12 anni e un aumento del 10-15% delle famiglie a bordo dal 2020, SNCF rimane tra le compagnie ferroviarie preferite dai genitori francesi.

Il servizio  Junior & Cie di SNCF – fonte SNCF Connect

Un male chiamato intolleranza

Anche il Governo ha preso posizione, dichiarandosi preoccupato di fronte al messaggio di una società che fatica ad accogliere i più piccoli. L’intolleranza verso i bambini non è una novità e si manifesta con diversi segnali, anche se non tutti così evidenti.

Lo scambio di sguardi imbarazzati quanto un passeggino fa il suo ingresso in un vagone di un treno ne è un esempio, come lo sono un ristorante che accoglie le famiglie solo su una terrazza soleggiata o un hotel che applica un sovrapprezzo per un seggiolone.

La tendenza No Kids è anche nelle offerte dedicate ai soli adulti, come gli spazi per maggiorenni sulle navi da crociera, le attrazioni dei parchi Disney per un pubblico adulto, le soluzioni vacanze per gli over 16. Siti come Adultsonly.fr si muovono nella stessa direzione: i 1.000 hotel pubblicizzati, presenti in più di 100 paesi, accettano solo adulti, insinuando l’idea che relax e bambini siano incompatibili.

Il fenomeno si lega indirettamente alla scelta di non diventare genitori. Sono soprattutto le ragazze più giovani a sbilanciarsi: il 33% delle donne in età fertile dichiara di non voler figli, il 48% di non sentirsi in grado di ricoprire il ruolo genitoriale, il 50% che un figlio non sia essenziale per la propria realizzazione personale.

Quando il Governo alza la voce

Questi segnali preoccupano la Francia, che, per la prima volta dal 1945, vede il numero di morti (651.000) superare quello dei nuovi nati (645.000) e registrare un calo delle nascite del 24% rispetto al 2024.

La politica è scesa in campo il 27 gennaio, con la deputata di LIOT Costance de Pélichy, che ha proposto un disegno di legge che vieti l’esclusione dei bambini dai luoghi e dai servizi pubblici. Il testo stabilisce che l’età non possa giustificare il divieto d’accesso a uno spazio pubblico. L’unico criterio dovrebbe rimanere la tutela dei minori, come accade per le attrazioni nei parchi divertimento, o per le proiezioni cinematografiche.

L’Alto Commissariato per l’Infanzia è intervenuto, invece, promuovendo una campagna pro kids, che ha coinvolto diversi specialisti. Al tavolo di lavoro hanno aderito rappresentanti della Fédération Nationale des Résidences de Tourisme (FNRT) e della Fédération Nationale des Transports de Voyageurs (FNTV); tra gli invitati anche manager della piattaforma Airbnb. Dal confronto è nata una carta, non vincolante, che prevede la messa a fattore comune di progetti di animazione, offerte con prezzi dedicati per i più piccoli, pacchetti con assistenza e supporto per le famiglie monoparentali. Sono stati già fissati nuovi incontri con case editrici di guide turistiche, piattaforme di prenotazioni online, web creator specializzati in viaggi e ristorazione, dove si studieranno altri servizi ad hoc per le famiglie.

Un impegno per tutti

Esercenti, associazioni e i sindaci si stanno già impegnando, promuovendo spazi dove i bambini possono esprimersi liberamente, giocare e divertirsi in totale sicurezza. A Parigi, ma anche in altre città, si trovano diverse strutture al chiuso o all’aperto, progettate per le loro esigenze. In una realtà piccole come Aigues Mortes, comune della Camargue, per esempio, nella ex-Chapelle des Capucins è stata realizzata una palestra, dove i più piccoli, muniti di caschetto, possono cimentarsi in percorsi di arrampicata, ponti sospesi e passerelle.

Creare ambienti dedicati rischia, paradossalmente, di alimentare una minor tolleranza verso i bambini, che vivaci o meno, vengono messi da parte. Si sa che i bambini non sono adulti in miniatura, ma individui con esigenze diverse. Fare in modo che la serenità degli uni non sia incompatibile con quella degli altri richiede l’impegno di tutta la società.  È ovvio che , come ha dichiarato la portavoce del Governo Maud Bregeon, una società senza bambini è una società  che sta morendo”. Prima di arrivare a considerazioni drastiche, si dovrebbe ricordare che i bambini di oggi saranno i non bambini di domani, i medici, i ricercatori, i poliziotti, i politici, che assisteranno gli adulti di oggi. Fare in modo che non venga loro in mente di promuovere treni senza anziani, senza persone diversamente abili o senza individui con la pelle di un particolare colore dovrebbe essere una priorità per tutti.

Corea del Sud – fonte NDTV

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *